AMMINISTRAZIONE TRASPARENTE

Alla luce del principio della trasparenza, inteso come accessibilità totale ai dati che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni e dei privati convenzionati, affermato con il decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, vengono di seguito fornite tutte le informazioni riguardanti le strutture sanitarie VILLA SANTA TERESA e CENTRO DI MEDICINA NUCLEARE SAN GAETANO, e segnatamente:

Griglia di Rilevazione dello stato di pubblicazione dei dati / Attestazione ODV / Piano triennale anti corruzione PTPC / Carta dei servizi / Statuto / Liste di attesa / Modello 231 / Codice Etico / Organigramma

Rischio clinico

La buona qualità dell’assistenza è oggi probabilmente uno dei maggiori problemi tra i tanti che i sistemi sanitari si trovano a dover affrontare anche alla luce delle crescenti aspettative dei cittadini.
D’altra parte, la qualità dell’assistenza è il risultato finale di un complesso intreccio di fattori che riassumono le capacità di gestione di un sistema sanitario, il grado di razionalità nell’uso delle risorse disponibili, le sue competenze nel governo delle innovazioni biomediche e, non ultime, di gestione del rischio tanto quanto la sua capacità di indirizzare i comportamenti professionali degli operatori verso scelte diagnostico-terapeutiche giuste ed efficaci.
In altri termini, si tratta di coniugare efficacemente ed efficientemente i temi relativi all’appropriata erogazione di interventi efficaci sotto il profilo clinico ed organizzativo e al come orientare, in un contesto assistenziale sempre più articolato, lo sviluppo e l’utilizzo nella pratica di tecnologie sanitarie via via più complesse e sofisticate.
Oltre alle strategie aziendali sul miglioramento della qualità, la direzione ha messo a punto alcuni strumenti di governo clinico, con l’intento di soffermarsi non solo sulla qualità percepita delle prestazioni sanitarie e sulla qualità organizzativa ma anche su quella tecnica.

Infatti sulla scorta dell’approccio ciclico del PDCA (Plan–Do–Check–Act), i fattori di sviluppo, miglioramento e valutazione della qualità adottati nella pratica aziendale devono mirare a:

  • promuovere e valutare la qualità professionale.
  • implementare le linee guida ed i protocolli di lavoro, di percorsi assistenziali integrati.
  • diffusione dell’audit clinico.
  • sostenere la qualità organizzativa.
  • redarre i regolamenti ed i modelli organizzativi interni, le procedure aziendali.
  • promuovere l’appropriatezza clinica ed organizzativa.
  • monitorare gli eventi avversi, applicare gli standard JCI per la gestione del rischio clinico, controlli interni ed esterni di qualità di attività diagnostiche di laboratorio e per immagini per migliorare la soddisfazione del cliente interno ed esterno: rilevazione del clima aziendale, indagini sulla qualità percepita dall’utente, iniziative per migliorare informazione, accoglienza.

L’approccio proposto prevede:

  • la leadership e la pianificazione del programma per il miglioramento della qualità e per la sicurezza del paziente;
  • la progettazione ottimale di nuovi processi clinici e manageriali;
  • il monitoraggio della funzionalità dei processi attraverso la raccolta di dati indicatori;
  • l’analisi dei dati;
  • l’implementazione e il sostegno di quei cambiamenti che producono un miglioramento.

A tal fine la struttura definisce le responsabilità, le attività e le registrazioni da effettuare per garantire un’efficace prevenzione del rischio clinico derivante dalla pratica degli atti sanitari n regime ambulatoriale nonché una corretta gestione degli eventi avversi, al fine di individuarne le cause ed evitare il loro ripetersi.

In ottemperanza alla normativa vigente e alle raccomandazioni e linee guida più recenti, il centro ha costituito il Comitato Aziendale per la gestione del rischio clinico che, alla data di stesura del presente documento, risulta così composto:
Direttore Sanitario
Responsabili U.O.
Responsabile Qualità
Responsabile Prevenzione e Protezione
Coordinatori Infermieristici

Al Comitato competono:
l’’analisi dei processi e l’individuazione dei rischi;
la definizione e l’aggiornamento del piano per la gestione del rischio clinico;
l’analisi delle segnalazioni di eventi avversi e near misses;
la conduzione della root cause analysis e la conseguente pianificazione delle azioni correttive/preventive;
il riporto alla Direzione Aziendale;
la conduzione di audit sulla gestione del rischio clinico;
la pianificazione delle attività di formazione sul rischio clinico.

Tutto il personale, sanitario e non, ha la responsabilità della attuazione delle misure di prevenzione stabilite nel Piano annuale di Rischio Clinico, attraverso la corretta e completa applicazione delle procedure ed istruzioni operative che disciplinano le responsabilità e le modalità di esecuzione delle attività connesse con lo svolgimento dei processi sanitari e di supporto.

Con l’applicazione di questo sistema nel tempo le aziende potranno:

  • sviluppare un maggiore sostegno della leadership a favore di un programma di sicurezza del paziente che coinvolga tutta l’organizzazione;
  • educare e coinvolgere più personale nelle attività del programma;
  • stabilire priorità più specifiche riguardo cosa monitorare;
  • basare le decisioni sui dati degli indicatori;
  • realizzare miglioramenti sulla base del confronto con altre organizzazioni, a livello nazionale e internazionale.