Trattamenti dell’Ernia Discale

Medico Esecutore del trattamento:
Dott. Tommaso Angileri
Tel. 091 9292315
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Per informazioni:
Tel. 091 929 2111
Fax 091 929 2728
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L’ernia la disco é una delle patologie più diffuse in Italia con costi sociali elevatissimi, infatti circa quindici milioni di italiani soffrono di mal di schiena in modo più o meno grave e, statisticamente, questa è la prima causa di assenteismo dal lavoro e la seconda di invalidità permanente.
Chi ne è colpito purtroppo molte volte affronta un itinerario diagnostico e terapeutico estremamente variegato, in una sorta di "ping-pong" specialistico che va dall’ortopedico al fisiatra, al neurologo. Tutto ciò avviene perché questa struttura meravigliosa (e complicata) che è la schiena umana può presentare
numerosi disagi (o vere e proprie malattie) indagabili e curabili effettivamente da vari punti di vista a secondo del "pezzo" o del "settore" che si considera.
Molto spesso il tradizionale “mal di schiena” è causato dalla presenza di patologie quali l’ernia del disco lombare sintomatica che è una patologia degenerativa del disco intervertebrale e si manifesta per l’appunto con un quadro clinico caratterizzato da mal di schiena, radicolopatia compressiva sciatica o crurale e limitazione o impotenza funzionale.
Il dolore lombare da protrusione discale e compressione radicolare è una problematica che assume particolare rilevanza sociale. Infatti il 55% della popolazione dei paesi occidentali riferisce, almeno una volta nella vita, un episodio di lombosciatalgia e l’80% una semplice lombalgia.
Nel 80%-90% dei casi si tratta di algie causate da posture e movimenti incongrui, sovrappeso, stress psicologici e forma fisica scadente e meno frequentemente ad un danno delle strutture muscololigamentose, processi degenerativi, stenosi spinale. Ma la causa più frequente di lombosciatalgia rimane l’ernia discale la cui storia naturale comporta, nel 50% dei casi, una risoluzione del quadro clinico dovuto ad una retrazione della stessa entro 8-9 mesi dall’esordio.

 

Scarica il pieghevole illustrativo dei Trattamenti percutanei delle ernie discali e lombari

 

TRATTAMENTI PERCUTANEI
Il conflitto disco-radicolare può essere risolto con presidi di tipo medico, fisioterapico, chirurgico, o mediante trattamenti percutanei quali la chemionucleolisi con O2-O3 (ozono) e la PLDD.
Le tecniche percutanee presentano, nel caso specifico, un’efficacia paragonabile a quella della chirurgia ma con un minor rischio di recidive grazie ad un approccio esterno al canale spinale e sono di gran lunga meno invasive consentendo tempi di ospedalizzazione brevi ;hanno inoltre il vantaggio di essere ripetibili senza precludere, in caso di insuccesso, il ricorso alla chirurgia tradizionale.
La chemonucleolisi con miscela O2-O3 e la PLDD rappresentano alcune delle procedure attualmente disponibili per tutti i pazienti che soffrono di sindromi dolorose da conflitto disco-radicolare i quali non traggono più alcun giovamento dalla terapia conservativa. Esse consentono una gestione ottimale del paziente con costi contenuti e rischi minimi, permettendo di trattare con successo una patologia così frequente.
TRATTAMENTO CON OSSIGENO - OZONO
La miscela O2-O3 incrementa l’ossigenazione tissutale attenuando gli effetti nocivi dell’ipossia e della stasi venosa correlate all’effetto compressivo e riducendo la sensibilità delle radici nervose all’ipossia stessa, favorisce il rilascio di immunosoppressori (TGF-β1 e IL-10) e neutralizza i fattori promuoventi la flogosi e il dolore (IL-1, IL-2, IL-8, IL-12, IL-15). L’ozono agisce anche sulla componente mucopolisaccaridica del nucleo polposo inducendone la depolimerizzazione tramite il rilascio di molecole di acqua, con conseguente disidratazione del disco (“mummificazione discale”). Nell’arco di
qualche settimana si avrà la riduzione del volume discale che renderà possibile la retrazione dell’ernia con riduzione della stasi venosa e dell’effetto compressivo sulla radice nervosa e quindi del dolore.
Il confronto dei risultati con le altre tecniche percutanee è oltremodo soddisfacente, a fronte di rischi e complicanze, statisticamente non significativi. Reazioni allergiche sono state, infatti, riportate in una percentuale di pazienti pari allo 0,5%.
PLDD
Con il termine di PLDD ( Percutaneous Laser Disc Decompression ) si intende il trattamento laser percutaneo decompressivo mediante fibre ottiche a contatto secondo il metodo Choy.
Le caratteristiche principali e peculiari della PLDD sono numerose: per la sua esecuzione si utilizza l’anestesia locale, si può utilizzare in alcuni tipi di ernie e nelle protrusioni che spesso non hanno indicazione chirurgica ma possono essere particolarmente fastidiose perché ribelli a terapie conservative sia farmacologiche che fisiche. Anche le recidive erniarie post-chirurgiche possono avvalersi del trattamento con PLDD anche se la percentuale di successi è inferiore ( 70% anziché l’89 %).
La PLDD consente un recupero rapido delle attività quotidiane ( 2-3 settimane).
Tecnicamente la PLDD consiste nell’introduzione sotto guida TC di un ago sottile nella regione lombare che progressivamente deve giungere all’interno del nucleo polposo del disco intervertebrale erniato; attraverso l’ago una esile fibra ottica laser viene posta a contatto con il nucleo polposo e si inizia la “laserizzazione” dello stesso. Il laser determina la vaporizzazione di una piccola quota di nucleo polposo ma seppur piccola sufficiente a determinare una netta e marcata riduzione della pressione dell’ernia sul nervo compresso e soffErente.
Il paziente deve osservare 24 ore di riposo assoluto. I risultati della PLDD sono di circa il 90% e il rischio di complicanze è dello 0,5 %.
IL PERCORSO DEL PAZIENTE AFFETTO DA ERNIA DISCALE
All’interno della ns struttura è stato pensato e realizzato un percorso diagnostico terapeutico dell’ernia discale, mirato ed efficace in modo da consentire al paziente, al manifestarsi della sintomatologia connessa, di arrivare in breve tempo ad una corretta diagnosi e al trattamento più appropriato, evitando di bloccare per un lungo periodo il decorso della sua vita quotidiana.
La lungaggine che spesso caratterizza il percorso per giungere ad una diagnosi e quindi alla terapia correlata risulta collegata alla mancanza di una corretta ed esaustiva informazione dei pazienti con ernia del disco lombare o con stenosi del canale vertebrale sul significato della condizione, sulle possibilità di trattamento e sui benefici e rischi del trattamento chirurgico.
PERCORSO LINEARE
Risulta efficace orientare correttamente il paziente verso una scelta consapevole tra le opzioni terapeutiche e per migliorare la prognosi clinica. Inoltre, l’informazione del paziente è utile per ridurre l’apprensione e migliorare i sintomi clinici nei pazienti con mal di schiena.

Per tutte le ragioni sovra esposte, Villa Santa Teresa propone un PERCORSO LINEARE che prevede le seguenti tappe:
1. il paziente contatta la struttura tramite un recapito telefonico dedicato al progetto; in questo modo eluderà le code di attesa al telefono della prenotazione classica;
2. il paziente incontra, nel giro di pochi giorni, il Medico Neuro Radiologo il quale, dopo accurata visita, inserisce nell’agenda del centro unico di prenotazione il paziente per l’esecuzione dell’esame diagnostico più appropriato per approfondire le cause del malessere del paziente;
3. il paziente é sottoposto, presso la ns struttura, all’esame obiettivo ed in quell’occasione gli sarà comunicata la data dell’incontro con il neuroradiologo per commentare congiuntamente il referto e per individuare la soluzione terapeutica più appropriata. In tale fase si potranno delineare tre scenari distinti:
- il malessere del paziente non è da attribuire all’esistenza di un’ernia discale: per cui il paziente sarà adeguatamente informato sulla patologia emersa nel referto e sarà informato sull’offerta sanitaria esistente nel territorio per consentirgli di accedere rapidamente alle cure correlate.
- il malessere del paziente è da attribuire all’esistenza di un’ernia discale operabile: per cui il paziente sarà adeguatamente informato sulla patologia emersa nel referto e sarà informato sull’offerta sanitaria esistente nel territorio per consentirgli di accedere rapidamente alla consulenza di un neuro chirurgo;
- il malessere del paziente è da attribuire all’esistenza di un’ernia discale trattabile con interventi mini invasivi: in questo caso al paziente si possono proporre le due tipologie di trattamenti mini invasivi da noi eseguiti e ciò qualora i trattamenti di terapia conservativa non abbiano sortito alcun effetto;
4. si avvia la programmazione del trattamento e si comunicano al paziente le diverse date degli appuntamenti;
5. si prenota la risonanza o la tac per valutare l’impatto terapeutico dell’intervento sulla patologia;
6. si programma una visita di controllo a distanza di tre mesi dalla conclusione del trattamento.

La definizione ed implementazione del percorso consente di raggiungere i seguenti obiettivi:
a. Rendere l’iter diagnostico del paziente affetto da lombosciatalgia più efficace e breve;
b. Coinvolgere il paziente nel processo decisionale ed informarlo adeguatamente sulla storia naturale della malattia e sulle alternative terapeutiche senza procurare allarmismi o preoccupazioni eccessive;
c. Assicurare tempi di diagnosi e cura abbreviati;
d. Fornire un’assistenza al paziente durante l’intero percorso
 

 

 

 

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